{"id":1061,"date":"2014-06-25T10:46:29","date_gmt":"2014-06-25T08:46:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/?p=1061"},"modified":"2014-06-25T23:42:30","modified_gmt":"2014-06-25T21:42:30","slug":"un-cuore-tra-i-lupi-di-antonio-iannibelli","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/?p=1061","title":{"rendered":"Recensione di &#8220;Un cuore tra i lupi&#8221; di Antonio Iannibelli"},"content":{"rendered":"<p><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1062 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/copertina-orizzontale-1024-650x564-300x260.jpg\" alt=\"copertina-orizzontale-1024--650x564\" width=\"300\" height=\"260\" srcset=\"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/copertina-orizzontale-1024-650x564-300x260.jpg 300w, http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/copertina-orizzontale-1024-650x564.jpg 650w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/em><\/p>\n<p><em>\u201cOgni mattina, quando mi affacciavo sul crinale, il bosco mi appariva sempre pi\u00f9 grande e meraviglioso e appena perdevo di vista le case mi sembrava di entrare in un mondo magico, il mondo incantevole dei lupi\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cBench\u00e8 il mio ululato sembrasse un soffio insignificante a confronto con quei cori, dentro di me sentivo sprigionarsi una forza sovrumana che si fondeva alla perfezione in quell\u2019affascinante ecosistema montano. Cinque, sei, forse otto lupi ulularono insieme a me, nel sielenzio completo della notte pi\u00f9 bella della mia vita. Vibrazioni primordiali che mi trasformarono nel bambino che ero stato, riaccendendo nella memoria i meravigliosi racconti di mio nonno\u201d.<\/em><\/p>\n<p>(Antonio Iannibelli, dal libro: &#8220;Un cuore tra i lupi&#8221;)<br \/>\nHo conosciuto Antonio Iannibelli l\u2019estate scorsa per caso, in un bar di San Severino e in quell\u2019occasione ho preso direttamente dall&#8217;autore \u201cUn cuore tra i lupi\u201d, libro che adesso figura nella mia biblioteca, tra i pochi \u2013 e significativi &#8211; libri sul Pollino e la sua gente. Qui non si parla solo del Pollino, anzi, propriamente il libro \u00e8 dedicato in gran parte agli aneddoti di un cacciatore fotografico nella sua ricerca dei lupi e del contatto con il loro habitat; e pi\u00f9 che altro si parla di incontri con lupi nelle montagne dell\u2019Emilia Romagna&#8230; Come tanti altri anche Antonio \u00e8 infatti emigrato dalla sua terra per cercare lavoro altrove. Ma come molti la sua infanzia \u00e8 stata segnata dal mondo arcaico e contadino e dalla natura selvaggia del Pollino, pronto ad affiorare anche nell\u2019esistenza di una grande citt\u00e0 come Bologna. A mio giudizio per capire il senso di questo libro proprio da qui bisogna partire, per seguire un percorso esistenziale legato da un unico filo&#8230; Come afferma Iannibelli infatti: \u201cil lavoro, il servizio militare, la famiglia, i figli, l\u2019esistenza in citt\u00e0 avevano riempito la mia vita, ma avevano messo da parte per molto tempo il mio mondo. Forse avevo pensato per qualche tempo di farne a meno, ma era solo un\u2019illusione\u201d. Soprattutto la prima parte del libro \u00e8 ricca di aneddoti che rievocano il mondo dell\u2019infanzia, le esperienze di scoperta nell\u2019ambiente fiabesco di Bosco Magnano, i racconti e gli insegnamenti del nonno, una figura che appare centrale nella stessa formazione naturalistica di Iannibelli.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che risalta subito all&#8217;inizio di questo libro \u00e8 che nell\u2019infanzia dell&#8217;autore il contatto con la natura era diretto, genuino, non mediato come avviene oggi dagli strumenti multimediali dell\u2019 \u201ceducazione ambientale\u201d. Come scrive Iannibelli stesso: \u201cio ho appreso gran parte delle mie conoscenze dalla natura selvaggia, dal bosco, dagli animali e appena possibile correvo tra gli alberi; era come entrare nelle pagine di un grande libro\u201d. Questo amore spontaneo per il mondo naturale si nota nella rievocazione di ricordi legati agli animali e al tempo passato in libert\u00e0 nei boschi con gli amici d\u2019infanzia:<br \/>\n\u201cuno dei maggiori divertimenti era quello di arrampicarci fino in cima ai giovani alberi, per poi buttarci nel vuoto tenendoci stretti alla cima: i pi\u00f9 alti e flessibili ci permettevano salti di quasi dieci metri, una specie di primitivo bungee jumping. Ma la nostra specialit\u00e0 era catturare ghiri e pescare con le mani e trote nelle acque del torrente Peschiera. Il bosco era in pratica la palestra, la scuola e persino la famiglia, ogni piccolo e grande albero aveva un ruolo importante anche per le nostre attivit\u00e0\u201d.<br \/>\n\u201c\u2026Quando il vento soffiava forte i cerri si trasformavano nelle nostre giostre, dalle cime pi\u00f9 alte ci facevamo dondolare come in un mare in tempesta. Aggrappati alle esili punte restavamo in balia del vento urlando fino a sgolarci\u201d.<\/p>\n<p>Spettacolari gli aneddoti su animali del bosco come ghiri e poiane, dai quali il piccolo Antonio apprende comportamenti e caratteristiche sempre in maniera spontanea; \u00e8 il caso ad esempio del \u201cdoloroso\u201d incontro con un ghiro che lui cerca di catturare ma che gli addenta un dito senza lasciarlo (\u201criflettendo sull\u2019accaduto capii che il povero animale aveva messo a rischio la sua vita pur di mettere in salvo la sua famiglia\u201d). Del resto anche il suo primo incontro con i lupi, oggetto del libro, \u00e8 tutt\u2019altro che idilliaco, perch\u00e9 i primi esemplari che avvister\u00e0 sono carcasse di lupi uccisi e abbandonati nel bosco. Il lupo del Pollino \u00e8 una presenza selvaggia e quasi sfuggente, ma prepotentemente reale: \u201cera come se ognuno rifiutasse di credere che quegli animali cos\u00ec mitici, cos\u00ec sfuggenti e nello stesso tempo ritenuti come una sorta di pericolo soprannaturale, fossero davvero l\u00ec, a pochi passi dalle nostre case\u201d. E\u2019 comunque la figura del nonno pastore che si staglia imponente, e introduce Antonio alla conoscenza della vita dei lupi e della natura selvaggia. Si delinea la personalit\u00e0 di uomo \u201csaggio\u201d che non odia i lupi, ma li conosce bene e li considera per quello che sono, animali con le loro abitudini, da cui difendersi per salvaguardare il gregge, ma meritevoli di rispetto come qualsiasi altra creatura.<br \/>\n\u201c\u2026Fu mio nonno a catapultarmi nel mondo selvaggio della natura e avviarmi al lavoro del pastore. Trascorsi gran parte della mia infanzia in compagnia di animali, quasi sempre nei boschi\u201d.<br \/>\n\u201cCon molta calma mi spiegava che i lupi si spostano nelle montagne cercando di non invadere i territori dei propri simili, se ricevono risposta da altri lupi dello stesso branco, possono decidere di incontrarsi oppure cambiare direzione (\u2026) Ricordo perfettamente come mi chiamava mio nonno: &lt;&lt; Nd\u2019oniuuuu, oi nd\u2019oniuuuuuuu.&gt;&gt; E se non rispondevo, l\u2019ululato\u2019 si faceva pi\u00f9 lungo e profondo. Inoltre mi spiegava che i pascoli venivano delimitati dagli abbai dei cani e che un albero caduto poteva essere marcato con l\u2019accetta, cos\u00ec come i lupi marcano il territorio con gli escrementi . Anche per noi umani esisteva un linguaggio non scritto ma ben codificato\u201d.<br \/>\nNella seconda parte del libro, abbandonate le atmosfere di un mondo pastorale ormai in declino, ci proiettiamo nel mondo moderno delle citt\u00e0 e nella (dura) realt\u00e0 degli operai meridionali emigrati. Le cose cambiano, ma il filo che lega Iannibelli al mondo naturale non si spezza, e anche un fenomeno tragico come la strage alla stazione di Bologna diventa l&#8217;occasione per riandare con la mente al mondo dell\u2019infanzia, al \u201cmio mondo selvaggio dove non c\u2019era posto per violenze cieche e distruzioni insensate\u201d. \u201cAll\u2019improvviso capii che per allontanare dalla memoria l\u2019angosciante episodio della strage della stazione dovevo rituffarmi nelle meraviglie della natura\u201d.<br \/>\nSubentra la ricerca di una vita in campagna e la passione per la fotografia; col tempo Iannibelli si sposa e diventa pap\u00e0. Molto bella la rievocazione di un trekking fatto assieme al figlio nell\u2019epoca in cui il Pollino si apprestava a diventare Parco nazionale, con tutti i benefici e le contraddizioni che si port\u00f2 dietro questo evento. Ma \u00e8 l\u2019Appennino bolognese che diventa lo sfondo nuovo per l\u2019immersione nel mondo naturale, alla ricerca del magnifico predatore: \u201cpotevo finalmente ricercare il mondo perduto della mia infanzia. Trovai che per molti aspetti, l\u2019ambiente naturale dell\u2019Appennino bolognese e anche la gente che vi abitava era molto simile a quella del mio paese nativo. Dopo quasi dieci anni, con due figli e tanta voglia, ricominciavo la mia nuova vita tra i boschi\u201d.<br \/>\nQui comincia la parte in cui Iannibelli, ormai diventato un appassionato fotografo naturalista, va alla ricerca di branchi di lupi, studiandone i movimenti e le abitudini, fotografandoli nelle pi\u00f9 disparate occasioni. I contatti diventano cos\u00ec stretti che l&#8217;autore non ha difficolt\u00e0 ad avere incontri ravvicinati con i lupi: in una scena del libro si descrive un lupo desideroso quasi di giocare con il fotografo&#8230; sembra rivedere la scena del famoso film \u201cBalla coi lupi\u201d!<br \/>\nLa ricerca del lupo, ormai animale \u201ctotem\u201d per l\u2019autore \u00e8 anche l\u2019occasione per\u00f2 per conoscere altri aspetti dell\u2019habitat del lupo e dei suoi componenti: sono infatti presenti numerosi aneddoti, anche curiosi, riguardanti animali del bosco come cinghiali, volpi, cervi, beccacce, sparvieri&#8230;<br \/>\nLe descrizioni non sono quelle \u201caride\u201d dello studioso, ma appunto quelle di un appassionato naturalista, che apprende \u201cpraticamente\u201d gli aspetti della vita selvatica, vagando nei boschi alla ricerca di scatti originali da fare ai lupi. Vi sono poi anche pagine dove vengono descritte con precisione le abitudini del lupo, la vita in branco e la sua biologia e che sfatano anche certi miti, come quello di un lupo esclusivamente predatore, il quale in realt\u00e0 non disdegna carcasse di animali e persino di dare la caccia ai topi\u2026 sfruttando inoltre l\u2019aiuto involontario dato dall\u2019uomo. Ne esce delineato il ritratto di una specie affascinante e suggestiva da sempre per l\u2019uomo, tuttora perseguitato e ucciso, ma le cui popolazioni continuano a prosperare. \u201cMa che cosa rende veramente invulnerabile il lupo? Secondo la mia esperienza, oltre ad avere i cinque sensi pi\u00f9 sviluppati di tanti altri animali, il lupo ha almeno un\u2019altra formidabile arma: l\u2019intuito prodigioso\u201d.<br \/>\nIl libro \u00e8 corredato da belle tavole a colori con fotografie molto suggestive dei lupi e del loro habitat. Inoltre, un capitolo finale \u00e8 dedicato a consigli e suggerimenti per chi voglia affrontare il mondo della caccia fotografica\u2026 sulle orme dei lupi!<\/p>\n<p>Saverio De Marco<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1063 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/17a-Tempo-da-lupi-800-300x200.jpg\" alt=\"17a-Tempo-da-lupi-800\" width=\"570\" height=\"380\" srcset=\"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/17a-Tempo-da-lupi-800-300x200.jpg 300w, http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/17a-Tempo-da-lupi-800.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 570px) 100vw, 570px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cOgni mattina, quando mi affacciavo sul crinale, il bosco mi appariva sempre pi\u00f9 grande e meraviglioso e appena perdevo di vista le case mi sembrava di entrare in un mondo magico, il mondo incantevole dei lupi\u201d. \u201cBench\u00e8 il mio ululato&hellip; <\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-1061","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cult"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1061","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/12"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1061"}],"version-history":[{"count":4,"href":"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1061\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1079,"href":"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1061\/revisions\/1079"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1061"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1061"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1061"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}