{"id":1227,"date":"2014-07-03T21:38:15","date_gmt":"2014-07-03T19:38:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/?p=1227"},"modified":"2014-07-07T13:59:38","modified_gmt":"2014-07-07T11:59:38","slug":"riflessioni-sulla-marathon-del-pollino","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/?p=1227","title":{"rendered":"Riflessioni sulla Marathon del Pollino"},"content":{"rendered":"<p style=\"display: inline !important;\">(di <strong>Francesco Ciminelli<\/strong>)_ Avevamo pensato di mollare tutto l\u2019anno scorso quando, a poche ore dalla gara, alcune frecce disposte lungo il percorso son state tolte e buttate nel fiume. Come quelle frecce, ci sentivamo in balia della corrente, una corrente che, purtroppo, tira dal verso sbagliato.<\/p>\n<p>Era il 28 giugno 2013 e la Marathon del Pollino moriva.<\/p>\n<p>Ma la Marathon del Pollino si \u00e8 dimostrata una fenice e dalle sue ceneri \u00e8 rinata, con un nuovo nome, un nuovo simbolo, un nuovo percorso, ma con la stessa anima.<\/p>\n<p>Nasce cos\u00ec la Marathon Skanderberg. Nonostante tutti i cambiamenti, qui si ricomincia da tre costanti: il Pollino stesso, come sempre gran protagonista con tutta la sua bellezza, la partecipazione dei bikers, a centinaia ad invadere la piazza di San Costantino Albanese, nuovo punto di partenza ed arrivo della competizione, ed infine lui, Mirco Farnisi, che per il secondo anno consecutivo domina le vette lucane.<\/p>\n<p style=\"display: inline !important;\">Tra le novit\u00e0 di questa \u201cprima\\quattordicesima\u201d edizione della Marathon Skanderberg , tra lo stupore dei partecipanti e della comunit\u00e0 arb\u00ebreshe, alla partenza, a gran sorpresa, il primo a tagliare i nastri era il campione lucano Domenico Pozzovivo, reduce da uno splendido Giro d\u2019Italia.<\/p>\n<p>Il piccolo-grande biker ha partecipato, fuori gara e all\u2019arrivo non ha avuto che belle parole volte ad incitare l\u2019organizzazione di manifestazioni del genere, importanti, a suo dire, a promuovere il nostro territorio.<\/p>\n<p>Un\u2019altra presenza spicca tra i 700 bikers, un volto noto tra i frequentatori del Pollino, un uomo che ha visto nascere, poi morire, poi rinascere questa manifestazione, crescendo con lei: Barbaro Tommaso, per il 14imo anno in prima fila pronto a sfrecciare tra i boschi lucani, nonostante le noie fisiche che non gli impediscono, per\u00f2, di concludere un\u2019ottima prestazione. Nel 2001 era secondo di categoria e 13imo assoluto. Son passati gli anni, son cambiate molte cose, ma qualcosa resta immutabile: l\u2019amore degli appassionati come lui e degli organizzatori per questo sport e per questo evento in particolare.<\/p>\n<p>Un amore che \u201cpedala\u201d oltre le difficolt\u00e0, oltre gli ostacoli, e vince.<\/p>\n<p>Allargo ora lo spazio della riflessione alle opportunit\u00e0 mancate, ai treni che si lasciano passare sotto gli occhi distratti e annoiati di giovani e vecchi (della politica), che a volte non percepiscono che il tempo passato non ci verr\u00e0 mai pi\u00f9 restituito. La Marathon del Pollino non \u00e8 infatti la gara messa su da un gruppo sportivo, da un presidente o da un gruppo di scaltri imprenditori.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 un\u2019opportunit\u00e0 per i territori, una risorsa per gli operatori turistici e una vetrina per gli amministratori locali, che si sa, in tempo di crisi tra spending review e innumerevoli casi di disinvestimento, anche se eletti non sono di certo visti di buon occhio dalla pubblica opinione. In tanti (quelli attenti e partecipi intendo), si sono chiesti, perch\u00e9 non si fa pi\u00f9 a San Severino Lucano dopo 13 anni? O ancora, quali saranno stati i motivi che hanno fatto si che nonostante i tanti cambiamenti di questa edizione i risultati sono venuti ugualmente, e a giovarne \u00e8 stata la comunit\u00e0 di San Costantino Albanese?<\/p>\n<p>La risposta, o meglio la parola chiave per giungere a risposte concrete \u00e8 \u2018LAVORO\u2019. Una parola difficile per aree che fanno del sistema assistenzialista la bandiera che genera la subcultura del \u2018non lavoro\u2019 e allo stesso tempo il terreno fertile per portare avanti idee medioevali di sviluppo turistico e non. Il consenso, anzi i plebisciti elettorali ai quali si assiste nei nostri piccoli centri non \u00e8 altro che l\u2019effetto dell\u2019instaurazione di un modo di fare politica dove si chiede poco e si da niente. In fondo in una cultura che cultura non \u00e8, il voto come valore assoluto non vale che le briciole elargite. Nessuno pu\u00f2 sottrarsi a questa dinamica. Chi lo fa se ne va. Chi lo fa senza andarsene \u00e8 fregato. E allora cos\u00ec accade anche per una delle manifestazioni pi\u00f9 importanti per la nostra comunit\u00e0: la marathon in mountain bike.<\/p>\n<p>Tutti, e dico tutti pensavano che fossero chiacchiere quella di spostarla altrove. Altri pensavano forse che l\u2019ultima domenica di giugno per volere divino si radunavano 700 persone pi\u00f9 accompagnatori per farsi una pedalata in montagna. Qualcuno invece era convinto che chi organizzava ci guadagnava smisuratamente da non potersi permettere di cancellarla. E invece no. Questi signori, abituati a dare poco e ricevere niente si sbagliavano e di grosso. In primo luogo perch\u00e9 nessuno aveva bisogno, se non per amore per la nostra disgraziata terra, di organizzare un evento cos\u00ec imponente sacrificando del tempo alla famiglia e al lavoro.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/marathon_scanderberg.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1236\" src=\"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/marathon_scanderberg-300x199.jpg\" alt=\"marathon_scanderberg\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/marathon_scanderberg-300x199.jpg 300w, http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/marathon_scanderberg-1024x682.jpg 1024w, http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/marathon_scanderberg.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>In secondo luogo sottovalutavano il fatto che dall\u2019altra parte della Valle del Frido, qualcuno non aspettava altro per far sua una manifestazione con gli ingranaggi lubrificati, e con un nome altisonante. Quel qualcuno per\u00f2, al pensiero mediocre dell\u2019arraffare qualcosa, si \u00e8 aperto al confronto, allo scambio di idee con gli organizzatori, a mettere sul tavolo nuove energie e nuove proposte. Nasce proprio cos\u00ec la Marathon Skanderberg a San Costantino Albanese. Gli occhi degli amministratori locali a San Costantino erano sinceri dal primo incontro. Domenica si percepiva in loro la gioia di chi aveva fatto qualcosa di buono e importante per la propria gente. Perch\u00e9 chi amministra una piccola comunit\u00e0 \u00e8 alla gente che deve dare risposte e aiuto, non alla vanit\u00e0 decadente di un titolo che vale meno del due di spade con briscola giocata a coppe. Dall\u2019altra parte un gruppo sportivo moribondo, la Pollino Bike, che con questa iniziativa ha trovato nuova linfa e nuovi tesserati nei territori della Valsarmento. Moribondo sempre perch\u00e9 la nostra cultura di bassa lega ci fa pensare che qui non si possa e non si debba far niente per essere protagonisti di un magnifico territorio.<\/p>\n<p>Il luned\u00ec si parlava della necessit\u00e0 di riportare a San Severino la manifestazione, con i soliti ipocriti discorsi di chi sostiene che le cose trovano il loro posto dove nascono. La mia educazione mi ha sempre portato a pensare che la vera mamma sia quella che ti accudisce e non quella che ti partorisce, il vero amore \u00e8 quello che si coltiva nella quotidianit\u00e0 e non nell\u2019effimera bellezza dei primi mesi di passione. Insomma i concetti di appartenenza e propriet\u00e0 sono anch\u2019essi retaggio di una cultura che poco ha a che fare con i nostri tempi.<\/p>\n<p>Il problema vero non nasce da conflittualit\u00e0 politico\/elettorali tra chi organizza la gara e gli enti, o da chiss\u00e0 quali disaccordi tra i primi e gli operatori turistici. La situazione \u00e8 ben pi\u00f9 catastrofica. Questo paese non ha uno straccio di linea programmatica per il turismo. E di chi \u00e8 la colpa? Fate voi. A mio avviso le responsabilit\u00e0 sono molteplici, e non ci riteniamo affatto esenti da esse. Gli operatori turistici sembrano una mandria di cavalli allo stato brado allo sbando che scalciano tra di loro anzich\u00e9 cercare di orientare tutte le energie verso la stessa direzione. La parola cooperazione a San Severino Lucano \u00e8 \u2018border line\u2019.<\/p>\n<p>Amministratori comunali, assopiti, addormentati, narcotizzati da anni di successi facili. Eppure erano stati loro ad avviare certi processi. Forse hanno capito che per restare pi\u00f9 a lungo sulla seggiola quei processi andavano prontamente bloccati. Cittadini estasiati dal dolce far niente di casa nostra. Buoni a lamentarsi, a fare esempi, confronti e raffronti, ma a preferire qualche briscola al bar. Forse il progresso passa anche di l\u00ec. Giovani, gi\u00e0 pochi, senza idea di futuro, e senza una minima memoria di quello che tutto sommato i loro nonni hanno costruito nei decenni scorsi.<\/p>\n<p>La faccio Breve. Cosa c\u2019entra una gara di mountain bike con il declino culturale di un paese morente? C\u2019entra. Adesso \u00e8 finita la Mountain bike, un giorno finir\u00e0 la podistica, poi chiuderanno strutture ricettive, bar, botteghe, festival. Finir\u00e0 tutto perch\u00e9 non \u00e8 con le manie di onnipotenza che si fa grande l\u2019uomo, bens\u00ec col LAVORO. E di voglia di lavorare per elevarci e per far grande il nostro territorio ne vedo ben poca.<\/p>\n<p><strong>Francesco Ciminelli<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(di Francesco Ciminelli)_ Avevamo pensato di mollare tutto l\u2019anno scorso quando, a poche ore dalla gara, alcune frecce disposte lungo il percorso son state tolte e buttate nel fiume. 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