{"id":1869,"date":"2015-01-31T17:55:55","date_gmt":"2015-01-31T16:55:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/?p=1869"},"modified":"2015-01-31T17:55:55","modified_gmt":"2015-01-31T16:55:55","slug":"habemus-mattarellam","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/?p=1869","title":{"rendered":"HABEMUS MATTARELLAM"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Sergio Mattarella<\/strong> \u00e8 il dodicesimo\u00a0presidente della Repubblica Italiana, eletto il 31 gennaio 2015 al quarto scrutinio, con 665 voti, a fronte di un quorum fissato a 505, temperamento mite eppure incisivo, pugno di ferro in guanto di velluto.<\/p>\n<p>Nato il 23 luglio del 1941 a Palermo, vedovo, tre figli, una vita nella Democrazia Cristiana, storico Moroteo (corrente di Aldo Moro), giudice della Corte Costituzionale dal 2011, un siciliano atipico, perch\u00e9 di favori non ne ha mai fatti a nessuno.<\/p>\n<p>Il suo curriculum politico si snoda tra la prima e la seconda Repubblica.\u00c8 stato deputato dal 1983. Ha abolito la leva obbligatoria, ma alla storia del Paese \u00e8 passato per l\u2019omonima riforma elettorale: il Mattarellum in vigore in Italia dal 1994 al 2001.<\/p>\n<p>Sobrio, riservato, di poche parole: &#8220;Il pensiero va soprattutto e anzitutto alle difficolt\u00e0 e alle speranze dei nostri concittadini. E&#8217; sufficiente questo&#8221;, le sue prime parole da Capo dello Stato.<\/p>\n<p>\u00c8 uno che ama il grigio, evita le telecamere, parla a bassa voce e coltiva le virt\u00f9 della pacatezza, dell\u2019equilibrio e della prudenza. Ma sotto quel vestito grigio e dietro quei modi felpati c\u2019\u00e8 un uomo con la schiena dritta, capace di discutere giorni interi per trovare un compromesso con l\u2019avversario, ma anche di diventare irremovibile se deve difendere un principio, una regola o un imperativo morale. Come fece la sera del\u00a0<strong>26 luglio 1990<\/strong>, quando \u2013 con un gesto che ancora oggi\u00a0<strong>Berlusconi<\/strong>\u00a0ricorda \u2013 si dimise da ministro della Pubblica\u00a0<strong>Istruzione<\/strong>\u00a0perch\u00e9 Andreotti aveva posto la fiducia sulla legge Mamm\u00ec, quella che sanava definitivamente le tre reti televisive dell\u2019ormai ex Cavaliere. Si dimisero in cinque, ma fu lui a spiegare quel gesto di rottura senza precedenti, e lo fece a bassa voce e senza usare un solo aggettivo polemico: \u201cRiteniamo che porre la fiducia per violare una direttiva comunitaria sia, in linea di principio, inammissibile\u2026\u201d. Fratello di Piersanti, il presidente della Regione Sicilia assassinato dalla<strong>\u00a0mafia<\/strong>\u00a0mentre andava a messa il\u00a0<strong>6 gennaio 1980<\/strong>. Scosso dall\u2019aver assistito impietrito all\u2019omicidio, soccorse il fratello che mor\u00ec tra le sue braccia in ospedale. In quell\u2019istante decise di raccogliere il testimone e continuare la tradizione<strong>\u00a0<\/strong>politica\u00a0cominciata col padre Bernardo (1905-1971), moroteo, pi\u00f9 volte ministro nel dopoguerra, facendo della lotta alla mafia il suo vessillo, corredandola di altre virt\u00f9: moralit\u00e0\u00a0politica, trasparenza, severit\u00e0 dei costumi.<\/p>\n<p>Ma la partita del Colle vede vincitori e vinti: il premier ha fatto scacco matto, ha infranto il Patto del Nazareno e ha ridato unit\u00e0 al suo partito.<\/p>\n<p>E cos\u00ec, mentre il giovin signore di Firenze si gode la vittoria, il centrodestra \u00e8 disintegrato e Berlusconi sconfitto.<\/p>\n<p>Intanto, sul Colle sventola Balena Bianca.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Beatrice Ciminelli<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Sergio Mattarella \u00e8 il dodicesimo\u00a0presidente della Repubblica Italiana, eletto il 31 gennaio 2015 al quarto scrutinio, con 665 voti, a fronte di un quorum fissato a 505, temperamento mite eppure incisivo, pugno di ferro in guanto di velluto. 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