{"id":223,"date":"2012-02-29T14:39:42","date_gmt":"2012-02-29T13:39:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/?p=223"},"modified":"2014-06-15T14:41:21","modified_gmt":"2014-06-15T12:41:21","slug":"una-perla-del-clero-lucano-don-giuseppe-de-luca","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/?p=223","title":{"rendered":"Una perla del clero italiano: don Giuseppe De Luca"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #000000\">UNA PERLA DEL CLERO ITALIANO: DON GIUSEPPE DE LUCA, GRANDE INTELLETTUALE E MERIDIONALISTA, MORTO NEL 1962, AMICO DI PAPA RONCALLI, DI PAPINI, UNGARETTI, PREZZOLINI, TOGLIATTI.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000\">Durante la sua formazione acquis\u00ec l&#8217;amore per i libri che cominci\u00f2 a raccogliere e custodire nella sua ricca biblioteca. Il suo amore per la cultura fu tale da non escludere ad intrattenere rapporti con uomini politici del tempo. Animatore della cultura del Novecento, scrisse per l&#8217; \u201cOsservatore Romano\u201d. Fu grande amico di Papini, Ungaretti, Prezzolini e Palmiro Togliatti.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000\">Era un tormento per Don Giuseppe De Luca ogni qualvolta che della Lucania si parlava soltanto in termini di lavori pubblici, anche se apparentemente poco o nulla avesse a che fare con i piani di riforme. Voleva che si procedesse a salvare gli archivi e le biblioteche pubbliche e private della Lucania, che lo Stato dedicasse anche un po&#8217; delle sue energie per preservare il patrimonio culturale del Mezzogiorno: accarezzava anche l&#8217;idea di un dicastero tutto dedicato al problema degli archivi in Italia, in cui studiosi di parte laica e non laica riunissero i loro sforzi per conservare una ricchezza, la pi\u00f9 grande ricchezza che abbia l&#8217;Italia, e che il mondo ci invidia.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000\">Mons. De Luca afferma che l&#8217;uomo vive di una vita veramente umana, grazie alla cultura; essa, infatti, \u00e8 ci\u00f2 per cui l&#8217;uomo diventa pi\u00f9 uomo, per cui accede di pi\u00f9 all&#8217;essere ed al proprio essere. In altri termini, la cultura \u00e8 manifestazione della identit\u00e0 personale, e quindi spirituale e trascendente, dell&#8217;uomo: \u00e8 segno specifico della sua vocazione di libert\u00e0 e del suo destino di immortalit\u00e0.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000\">Indugiando \u2013 come viene riportato da alcune fonti storiche \u2013 sulla causa della questione meridionale e del suo profondo sottosviluppo socio-culturale, don Giuseppe De Luca afferma \u201cio sono dell&#8217;Italia meno italiana che esiste: dall&#8217;ultima Italia che si stende verso l&#8217;Africa e la Grecia, stata gran tempo l&#8217;albergo di vari signori, mai casa nostra soltanto, sicch\u00e8 sembriamo, noi, senza volto; o almeno nessuno ce ne riconosce uno, solo, pensando, ognuno, le successive maschere\u201d per evidenziare non solo la personale e collettiva condizione di disagio persistente in una realt\u00e0 sociale: il Sud, ricco di sentimenti, ma deprivato di quelle condizioni elementari e necessarie per una normale esistenza civile ma per denunciare anche all&#8217;opinione generale del Paese le conseguenze che, sul piano sociale ed economico, hanno dovuto sopportare le comunit\u00e0 lucane nel corso della loro storia.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000\">Ebbe viva don Giuseppe la passione meridionalista per cui pi\u00f9 volte ribad\u00ec il suo ammonimento a \u201crisolvere e non eliminare la questione meridionale\u201d a \u201cproporsi con concretezza e forza l&#8217;unit\u00e0 reale del Paese\u201d, come \u201cl&#8217;obiettivo intorno a cui far perno per ritrovare quella indispensabile e pregiudiziale unit\u00e0 di una pi\u00f9 intensa coscienza nazionale\u201d. Fu pressante il suo invito ad assumere la questione meridionale quale problema nazionale culturale \u201ccon tutta la drammaticit\u00e0 dei suoi nodi irrisolti\u201d, per \u201ccostruire\u00a0 una politica generale del Paese, sollevandola dal labirinto di difficolt\u00e0 che la rendono incerta ed inefficace\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000\">Un meridionalismo il suo, che si confronta, soprattutto con l&#8217;immagine di una moderna societ\u00e0 industriale, che non poteva restare insensibile, a problemi che toccavano il suo sviluppo e il suo destino. Questo Paese industriale e moderno doveva confrontarsi con i limiti e le contraddizioni presenti nel pi\u00f9 ampio quadro nazionale, doveva superare quei limiti che rischiavano di far arretrare tutto il paese, vanificando i risultati raggiunti.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000\">C&#8217;\u00e8 in lui la volont\u00e0 di unire, in un comune sforzo costruttivo, le diverse realt\u00e0 italiane, c&#8217;\u00e8 l&#8217;aspirazione a creare un ponte tra le due Italie, non solo sul piano economico ma anche sul piano culturale e civile.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000\">Mons. De Luca, morto proprio 50 anni fa stigmatizzava fortemente quelli che \u2013 secondo lui \u2013 consideravano i mali del Sud con gli occhiali di certo presuntuoso fanatismo scientista che fa dei meridionali una specie di sottoprodotto umano, o con gli occhiali di certa tradizionale borghesia avvocatesca e clientelare che la realt\u00e0 del Mezzogiorno ha ridotto a puro esercizio letterario, o con gli occhiali di certi tecnici che il Sud investono con mentalit\u00e0 colonizzatrice.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><strong>Don Camillo Perrone<\/strong>, Parroco emerito di San Severino Lucano<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UNA PERLA DEL CLERO ITALIANO: DON GIUSEPPE DE LUCA, GRANDE INTELLETTUALE E MERIDIONALISTA, MORTO NEL 1962, AMICO DI PAPA RONCALLI, DI PAPINI, UNGARETTI, PREZZOLINI, TOGLIATTI. 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