{"id":2909,"date":"2019-10-26T16:43:32","date_gmt":"2019-10-26T14:43:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/?p=2909"},"modified":"2019-10-27T22:08:34","modified_gmt":"2019-10-27T21:08:34","slug":"il-cacchv-un-luogo-della-nostra-memoria-e-identita","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/?p=2909","title":{"rendered":"Il Cacch&#8217;v: un luogo della nostra memoria e identit\u00e0"},"content":{"rendered":"<h4 style=\"text-align: center\"><strong>Ritorno al Cacch\u2019v<\/strong><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><a href=\"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/DSC04761.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-2915 size-large\" src=\"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/DSC04761-1024x682.jpg\" alt=\"DSC04761\" width=\"700\" height=\"466\" srcset=\"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/DSC04761-1024x682.jpg 1024w, http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/DSC04761-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/a><\/p>\n<div style=\"color: #393737\">Con l&#8217; amico Quirino, gi\u00e0 membro del Soccorso Alpino e guida ufficiale del Parco e Maurizio, abbiamo programmato in questi giorni un&#8217;escursione al Cacch\u2019v, la mitica grotta nota alla comunit\u00e0 dell\u2019Alta Valle del Frido di cui mi parlavano e di cui parlano ancora pastori, cacciatori, contadini. Siamo cos\u00ec partiti per rifare la discesa integrale in corda doppia gi\u00e0 compiuta nel marzo 2017 da me e\u00a0 Maurizio Lofiego. Gi\u00e0 verso il 2010, ascoltando appunto i racconti degli anziani del posto, mi misi alla ricerca di questa grotta. Nel 2014, basandomi sulle indicazioni di ex pastori e cacciatori del mio paese, come mio padre,\u00a0\u00a0\u00a0riuscii in solitaria ad esplorare l\u2019ingresso da sotto, salendo con difficolt\u00e0 un ripido canalone. Il 14 giugno con Maurizio Lofiego, attrezzati di corda, riuscimmo ad entrare nella grotta. Ci restava da esplorare l\u2019ingresso superiore. Le indicazioni di un vicino di casa parlavano di un sentiero che un tempo veniva percorso con le capre, che passava proprio sull\u2019ingresso sommitale. Ricordo che il Cacch\u2019v ha una forma cilindrica, con due ingressi, uno dall\u2019alto e uno dal basso a forma di porta (come si vede dalle foto). Riuscimmo a scoprire cos\u00ec l\u2019imbocco di quel che restava del sentiero che costeggia alte pareti rocciose, oggi percorso solo da cervi e cinghiali. Una volta scoperto questo spettacolare imbuto sommitale, ci balz\u00f2 cos\u00ec in mente subito di calarci nel Cacch\u2019v per percorrerlo nella sua interezza, scendendo in doppia con una corda di 60 metri e una pi\u00f9 piccola per le calate minori. In totale oltre alla calata principale di 30 metri con una quindicina nel vuoto, ce ne vogliono almeno altre due per scendere e guadagnare i sentieri che riportano alla civilt\u00e0. E\u2019 un misto di speleologia, alpinismo e trekking in una delle zone pi\u00f9 selvagge del Massiccio. Nulla di difficile, ma si perde tempo nelle varie manovre e comunque bisogna stare attenti per l&#8217;asprezza di queste zone rocciose. Portiamo la meraviglia del Cacch\u2019v a tutta la comunit\u00e0 locale, con foto e video, ma molto gelosi di questo luogo di cui non diamo le indicazioni precise, proprio per preservarne l\u2019integrit\u00e0 e lasciare alle nuove generazioni il gusto dell\u2019avventura esplorativa, cos\u00ec come l\u2019abbiamo vissuta noi. Quindi, nessuna intenzione di \u201cvalorizzazione\u201d turistica, ma solo di tutela, anche per l\u2019asperit\u00e0 di questi luoghi impervi che consentono l\u2019accesso solo ad escursionisti preparati e motivati. Siamo ben consapevoli per\u00f2 che la conoscenza di questi &#8220;luoghi dell\u2019identit\u00e0 e della memoria&#8221; \u00e8 doverosa per il rispetto che dobbiamo alle generazioni passate di giovani che ne erano attratti (in fondo perch\u00e9 li amavano), per vivervi avventure indimenticabili\u2026<\/div>\n<div style=\"color: #393737\"><\/div>\n<p><strong>Saverio De Marco<\/strong><\/p>\n<p>Presidente Gruppo Lupi San Severino Lucano<\/p>\n<p>Guida Ambientale Escursionistica<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0Qui di seguito si riportano i resoconti scritti, video o fotografici di tutte le esplorazioni compiute dal 2014 al 2019, ripresi dal mio blog leucodermis.blogspot.it<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><strong>&#8211; 14 gennaio 2014 \u2013 Escursione in solitaria alla ricerca del Cacch\u2019v<\/strong><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con l&#8217;escursione di oggi ho voluto esplorare una zona di Cresta della Madonna di Pollino, versante ripido, selvaggio e inospitale, ma un tempo conosciuto bene da pastori e pellegrini.<\/p>\n<p>Proprio parlando con un vicino di casa che un tempo pascolava, da ragazzo, su questa montagna, mi \u00e8 stato confermato che &#8220;U Cacch&#8217;v&#8221; \u00e8 la caverna verticale che avevo avvistato e fotografato da lontano; fin da quando son piccolo ne ho sentito parlare dalla gente di Mezzana. Cacch&#8217;v\u00a0 in dialetto significa &#8220;buco&#8221; (Cacch&#8217;v era anche un grande recipiente a forma di cono rovesciato, che veniva usato dai massari per bollire grandi quantit\u00e0 di latte), e in effetti appare come un grande budello, una caverna verticale tra ripide pareti rocciose dove solo il leccio riesce a vivere abbarbicato ai dirupi.\u00a0 La dea di questa montagna ha due volti: uno rassicurante, ben rappresentato dai ricoveri dei pellegrini, dallle croci e dalla strada che arriva in cima&#8230; e uno orrido e selvaggio: ma c&#8217;\u00e8 da dire che &#8220;selvaggio&#8221; \u00e8 soprattutto una condizione ascrivibile al presente&#8230; perch\u00e8 nel passato questi posti erano conosciuti e frequentati dall&#8217;uomo, da pastori e cacciatori. Un tempo, come mi dice Zio Vincenzo che nel Cacch&#8217; v andava\u00a0 a caccia di piccioni selvatici,\u00a0 esistevano sentieri di capre e passaggi sui versanti pi\u00f9 impervi .<\/p>\n<p>Nella mia testa si \u00e8 insinuata anche l&#8217;idea di raggiungere &#8220;U Cacch&#8217; v&#8221; da sopra, seguendo le suggestioni degli antichi percorsi dei pastori. Ma qui c&#8217;\u00e8 poco da scherzare: ci sono salti verticali e spaccature nella roccia che richiederebbero l&#8217;uso di attrezzatura alpinistica (e la tecnica della discesa in corda doppia) e di non procedere ovviamente in solitaria. Come dice Zio Vincenzo i pastori buttavano dall&#8217;alto le pietre nel budello di roccia e le sentivano rotolare fino al Frido! Arrivo alla cima del Santuario e poi comincio a scendere. La discesa \u00e8 all&#8217;inizio praticabile, anche se si svolge su terreno roccioso scoperto. Bisogna comunque stare attenti nella progressione&#8230; Poi raggiungo una zona in piano occupata dai faggi. Successivamente la discesa si fa pi\u00f9 ripida: incontro parecchi salti rocciosi di diversi metri, che mettono a dura prova i miei nervi,\u00a0 e dove la vegetazione \u00e8 pi\u00f9 intricata.<\/p>\n<p>La soluzione \u00e8 aprirsi la strada cercando di aggirare i salti rocciosi. Dove ci sono i lecci significa che i pendii sono ripidi e rocciosi, dove si incontrano i faggi si ha un po&#8217; di sollievo, perch\u00e8 vuol dire che la discesa \u00e8 pi\u00f9 sicura. A volte \u00e8 proprio grazie ai rami degli alberi che riesco a scendere; mi aggrappo ad essi, corde vegetali primordiali a cui fare affidamento. Si sente l&#8217;acqua del torrente, \u00e8 sotto di me, appare vicino, ma ci sono ancora dei salti impegnativi da superare con cautela&#8230;\u00a0 Arrivo finalmente al letto del torrente, al sicuro, e non mi resta che costeggiarlo, fino a raggiungere le pareti, per tentare di esplorare &#8220;U Cacch&#8217; v&#8221;. Ed ecco che mi appaiono le pareti rocciose verticali: salgo sulla riva sinistra del torrente per avere una visuale migliore, poi risalgo sulla riva destra e comincio a scalare il ripido pendio. Ho come la sensazione di dirigermi verso la caverna di un Sacro Graal che esiste solo nella mia testa&#8230; un Graal pastorale senza valore, inesistente, che vive come un&#8217;illusione di pietra tra le rocce e la vegetazione intricata.<\/p>\n<p>Arrivato all&#8217;imbocco della &#8220;caverna&#8221; capisco che potrei procedere in arrampicata sul pendio roccioso e scivoloso, ma che poi in discesa rischierei di scivolare e cadere. Basterebbe qualche altra ginestra o leccio\u00a0 in pi\u00f9 e aggrappandomi ai loro rami potrei sostenermi. Invece ci sono solo corde di rovi che mi ferirebbero. Tento due\u00a0 volte la salita poi, la mia prudenza di escursionsita solitario (prudente proprio perch\u00e8 da soli \u00e8 necessario esserlo) e l&#8217;ora tarda mi convincono a desistere e a tornare indietro. Oltrepassato il buco comunque non si potrebbe procedere oltre&#8230; questo \u00e8 poco ma sicuro. Ridiscendo al torrente, lo costeggio fin dove si pu\u00f2 e poi vado sulla riva sinistra. Salgo negli ex pascoli oggi invasi da rovi, rose canine, meli selvatici e prugnoli, aprendomi la strada\u00a0 a colpi di machete. Ci sono delle piccole piantine di leccio&#8230; ne cavo una, la voglio portare a mia madre per trapiantarla; glielo avevo promesso tante volte&#8230; Prossimamente porter\u00f2 con me una corda , arriver\u00f2 al buco e tenter\u00f2 di vedere cosa c&#8217;\u00e8 oltre&#8230; Oppure un giorno si potrebbe tentare di scendere da un altro versante.\u00a0\u00a0 &#8220;U Cacch&#8217; v&#8221;, come merita,\u00a0 ritorner\u00e0 alla magnificenza dei racconti dei pastori&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><strong>&#8211; 14 giugno 2015 &#8211;\u00a0<\/strong><strong>&#8216;U Cacch&#8217;v<\/strong><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/leucodermis.blogspot.com\/2015\/06\/\">http:\/\/leucodermis.blogspot.com\/2015\/06\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Resoconto in video: <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=lp9qd1Hadbc\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=lp9qd1Hadbc<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><strong>&#8211; 6 novembre 2015<\/strong><\/h4>\n<h4><strong>Luoghi della memoria e dell&#8217;identit\u00e0: U Cacch &#8216;v, esplorazione dell&#8217;ingresso sommitale<\/strong><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con l&#8217;amico Maurizio da un po&#8217; di tempo avevamo intenzione di riscoprire l&#8217;antico tracciato di\u00a0 pastori e cacciatori che portava all&#8217;apertura sommitale del Cacch&#8217;v. Ricordiamo che Cacch&#8217;v indica il recipiente usato dai pastori per bollire il latte, una forma che \u00e8 evidente sopratttto guardando questa caverna dall&#8217;alto. Raccontavano i pastori che buttavano le pietre dal buco sommitale sentendole rotolare fino al torrente. Avevamo esplorato gi\u00e0 questa caverna ma salendo da sotto (vedere un altro post dov&#8217;\u00e8 presente anche un video dell&#8217;escursione), ci mancava appunto la visione dello stesso luogo dall&#8217;alto e scendendo da\u00a0 sopra. L&#8217;escursione \u00e8 stata faticosa, il terreno \u00e8 insidioso. Un nostro amico di Mezzana ci ha dato utili informazioni su come arrivare in questo posto e lo ringraziamo. E&#8217; una zona impervia e selvaggia, con ripide pareti rocciose coperte dal bosco e si riesce ad percorrerla seguendo unicamente i sentieri e le tracce di cinghiali e altri animali selvatici. Sono loro i veri padroni di casa e noi visitiamo questo posto in punta di piedi, onorando al contempo la memoria di pastori e cacciatori che qui, in questi luoghi selvaggi hanno\u00a0 trascorso momenti della loro vita.\u00a0 Luoghi della memoria e dell&#8217;identit\u00e0 da riscoprire ma da custodire gelosamente per assicurarne la pace e la conservazione naturale per le generazioni future della Valle del Frido.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><strong>&#8211;\u00a0<a href=\"http:\/\/leucodermis.blogspot.com\/2017\/03\/diario-30-marzo-2017.html\">30 marzo 2017<\/a> <\/strong>\u00a0<strong>Calata al Cacch&#8217;v<\/strong><\/h4>\n<h4><\/h4>\n<p><strong>Discesa in corda doppia alla grotta del Cacch&#8217;v &#8211; by Indio e Maurizio Lofiego<\/strong><\/p>\n<p>Era da tempo che volevamo fare una calata al Cacch\u2019v, la mitica grotta conosciuta dai pastori e dai cacciatori di un tempo. Finora avevamo esplorato l\u2019interno e il foro sommitale in due diverse escursioni. Con la calata abbiamo potuto fare una discesa integrale unendo i due percorsi. Arrivati all\u2019ingresso prepariamo l\u2019attrezzatura. E\u2019 una discesa delicata, ogni manovra deve essere valutata con attenzione. In primo luogo avvolgiamo la mia mezza corda di 30 metri attorno ad un albero per arrivare al punto in cui dobbiamo fissare la corda di 60 metri, con cui ci caleremo nella grotta dall\u2019ampio foro sommitale. Maurizio si assicura alla corda e si cala in doppia fino al grande albero su cui fisseremo la corda lunga, avvolge una fettuccia e tramite una longe si assicura all\u2019albero creando una sosta; solo dopo che ha fatto questo si sgancia dal discensore.<\/p>\n<p>Poi scendo io, sempre in doppia sul ripido pendio per portargli la corda lunga, che ho sullo zaino. Mi aggancio anche io all\u2019albero. Srotoliamo insieme la corda e la buttiamo gi\u00f9. \u201cFa impressione anche solo buttare la corda l\u00e0 dentro\u201d, afferma Maurizio. Ed \u00e8 cos\u00ec, il Cacch\u2019v visto dall\u2019alto fa un\u2019enorme impressione ed \u00e8 certo che in questi casi non si possono sbagliare le manovre, perch\u00e9 si rischia davvero \u201cl\u2019osso del collo\u201d. Il Cacch\u2019v era il recipiente usato dai pastori per bollire il latte, di forma cilindrica. In questo caso abbiamo a che fare con un cilindro di una trentina di metri, quasi a forma di imbuto. Preparo il discensore e comincio a calarmi, un passo alla volta. Qualche pietra inevitabilmente rotola gi\u00f9, finendo nella grotta con un rumore ritardato. Qualche anziano mi ha raccontato che da giovani i pastori si divertivano a buttare le pietre dall&#8217;alto per sentirle rotolare gi\u00f9 per diverse decine di metri.<\/p>\n<p>Arrivati sull\u2019orlo della grande apertura circolare, sappiamo che non potremo pi\u00f9 tenere i piedi alle pareti e dovremo calarci nel vuoto per una quindicina di metri. E\u2019 il momento pi\u00f9 adrenalinico della discesa. Ci sono finalmente, \u00e8 ora di staccarmi dalle pareti; il movimento mi viene un po\u2019 brusco e sbatto con il ginocchio sinistro, ma non forte; la corda si tende, resto sospeso nel vuoto. In realt\u00e0 calarsi nel vuoto appesi &#8220;ad un filo&#8221; \u00e8 pi\u00f9 facile e comodo rispetto a quando si tengono i piedi alla parete; averne timore \u00e8 per lo pi\u00f9 un fatto psicologico. Arrivato gi\u00f9, grido a Maurizio che sono sceso e mi sono staccato dalla corda. Mi allontano dall\u2019apertura, perch\u00e9 Maurizio smuover\u00e0 delle pietre che potranno cadere&#8230; e cos\u00ec succede. Maurizio da sopra mi grida che cascano le pietre, ma lo tranquillizzo perch\u00e9 sono al riparo sulle pareti sul lato destro della grotta. Accendo l&#8217;action-cam e la macchina fotografica, per riprendere la scena, fra un po\u2019 Maurizio sar\u00e0 dentro: arriva, sembra stare a testa in gi\u00f9 come un pipistrello. Eccolo staccarsi e scendere sullo sfondo del cerchio illuminato dell\u2019apertura circolare, che contrasta con la scarsa luce dello &#8220;stanzone&#8221; interno della grotta.<\/p>\n<p>Recuperiamo la corda, facciamo una sosta e poi ridiscendiamo: ci attendono altre due calate in doppia pi\u00f9 facili, l\u2019ultima delle quali difficoltosa per la presenza dei rovi. Stavolta usiamo la mezza corda da trenta metri. Mentre mi calo mi fermo dove posso e con il coltellaccio a taglio i rami delle spine, per agevolare la discesa del mio compagno. E\u2019 un misto di speleologia, alpinismo ed escursionismo su terreno impervio e selvaggio, l&#8217;escursione di oggi.<\/p>\n<p>Ma al di l\u00e0 dell\u2019adrenalina e dei dettagli pi\u00f9 tecnici di questa discesa, le osservazioni naturalistiche non sono mancate durante l&#8217;escursione: a cominciare dall\u2019avvistamento di una grossa fatta di lupo, del merlo acquaiolo e di una coppia di corvi imperiali, oltre alle fatte ed impronte di cervo. Quel che conta \u00e8 vivere la natura nel suo stato di wilderness, cercare sempre l\u2019avventura, indipendentemente dall\u2019attivit\u00e0 praticata.<\/p>\n<p>Saverio De Marco<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/10b6b957-75ea-47da-ad2c-35fa541ebcdc.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-2911 alignright\" src=\"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/10b6b957-75ea-47da-ad2c-35fa541ebcdc-300x225.jpg\" alt=\"10b6b957-75ea-47da-ad2c-35fa541ebcdc\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/10b6b957-75ea-47da-ad2c-35fa541ebcdc-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/10b6b957-75ea-47da-ad2c-35fa541ebcdc-1024x768.jpg 1024w, http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/10b6b957-75ea-47da-ad2c-35fa541ebcdc.jpg 1599w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><a href=\"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/1604337c-1e06-4591-a92c-8efed914c5de.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-2912 alignright\" src=\"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/1604337c-1e06-4591-a92c-8efed914c5de-225x300.jpg\" alt=\"1604337c-1e06-4591-a92c-8efed914c5de\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/1604337c-1e06-4591-a92c-8efed914c5de-225x300.jpg 225w, http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/1604337c-1e06-4591-a92c-8efed914c5de-768x1024.jpg 768w, http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/1604337c-1e06-4591-a92c-8efed914c5de.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a> <a href=\"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/DSC04762.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2914 alignright\" src=\"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/DSC04754-300x200.jpg\" alt=\"DSC04754\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/DSC04754-300x200.jpg 300w, http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/DSC04754-1024x682.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2916\" src=\"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/DSC04762-200x300.jpg\" alt=\"DSC04762\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/DSC04762-200x300.jpg 200w, http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/DSC04762-682x1024.jpg 682w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/0c758587-91ce-4085-a06c-5a07bc67e37a.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2910\" src=\"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/0c758587-91ce-4085-a06c-5a07bc67e37a-225x300.jpg\" alt=\"0c758587-91ce-4085-a06c-5a07bc67e37a\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/0c758587-91ce-4085-a06c-5a07bc67e37a-225x300.jpg 225w, http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/0c758587-91ce-4085-a06c-5a07bc67e37a-768x1024.jpg 768w, http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/0c758587-91ce-4085-a06c-5a07bc67e37a.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2919 alignright\" src=\"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/DSC04781-300x200.jpg\" alt=\"DSC04781\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/DSC04781-300x200.jpg 300w, http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/DSC04781-1024x682.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ritorno al Cacch\u2019v &nbsp; Con l&#8217; amico Quirino, gi\u00e0 membro del Soccorso Alpino e guida ufficiale del Parco e Maurizio, abbiamo programmato in questi giorni un&#8217;escursione al Cacch\u2019v, la mitica grotta nota alla comunit\u00e0 dell\u2019Alta Valle del Frido di cui&hellip; <\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6,4,28],"tags":[],"class_list":["post-2909","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-amb","category-cult","category-vid"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2909","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/12"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2909"}],"version-history":[{"count":8,"href":"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2909\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2928,"href":"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2909\/revisions\/2928"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2909"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2909"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.sanseverinolucano.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2909"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}