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[ La
Madonna del Pollino ] |
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Maria SS del
Pollino |
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Il Santuario della Madonna
del Pollino durante i mesi estivi e' meta di numerosi pellegrinaggi. In
modo particolare |
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in occasione della festa e'
assai commovente lo scenario che si presenta agli occhi di tutti
pellegrini semplici e |
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umili che con pieta' e
devozione esprimono il loro grande amore alla Vergine Maria. |
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Una bella tradizione di
pieta' e' girare per tre volte intorno al tempio sito sull'orlo di una
rupe (come gli ebrei |
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intorno all’ Arca Santa)
prima di entrare ginocchioni per terra al cospetto deI venerato simulacro. Il battersi il |
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petto, il passaggio (un
tempo) del fiume a piedi scalzi come segno di purificazione, il toccare
la Sacra Immagine |
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con i fiori raccolti nel
bosco, canti gioiosi e orazioni accorate, le veglie notturne... questi ed altri sono stati e |
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restano piccoli segni di
religiosita' popolare genuina. E' facile notare tra la folla uomini e
donne in costume locale, |
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fanciulle bianche vestite,
con corone di spine intrecciate sul capo, suonatori di zampogne,
tamburelli, organetti |
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danze calabro-lucane, tutto
compiuto con semplicita' e compostezza. Gesti, anche se talvolta rudi,
sempre |
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compiuti con semplicita' e
schiettezza ovvero con gioia intima; manifestazioni di folklore, di
tradizioni popolari, di |
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fede e di amore,
impreziositi da sacrifici sapevolmente accertati. |
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Sino a qualche anno fa
c’erano delle forme indecorose ed esagerate di religiosita' come lo
strisciare la lingua |
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per terra, ma nell'opera di
purificazione di evangelizzazione sono quasi scomparse sostituite con
sacrifici piu' |
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graditi al Signore. |
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Molti vengono al nostro
Santuario per ringraziare la Madonna di grazie ricevute, si avvicinano
ai sacramenti, |
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della Confessione e della
Comunione, partecipano alla S. Messa, ai Canti, al Rosario meditato ecc.
, consapevoli |
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che questo e' il miglior modo
per onorare Maria, la quale vuole che tutti i suoi figli riabbiano la
vita in Cristo. |
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Depongono piccoli oggetti di
oro, umili offerte in danaro, in cera, fiori, prodotti della terra ed
altri ex-voto. |
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Santuario Madonna del Pollino |
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Sull’origine del Santuario di
Pollino, che si fa risalire ai primi decenni del secolo decimottavo
(1700), nessun |
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documento scritto si ritrova
nell'Archivio Parrocchiale di San Severino Lucano, né altrove. Soltanto
attraverso il
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racconto tramandato a voce di
generazione in generazione, é stato possibile raccogliere e coordinare
brevi notizie. |
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La tradizione comincia con
un’apparizione della SS. Vergine ad un pastore che, nella montagna di
Pollino,
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conduceva al pascolo il suo
gregge. Vivamente impressionato della visione avuta, il pastore la divulgò
rapidamente;
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e di bocca in bocca,
quell’insolito avvenimento fu appreso in tutti i paesi circostanti al
monte. |
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Poiché quelli erano tempi di
costumi semplici, di sentimenti religiosi più puri e più forti di oggi,
sorse in molti il
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desiderio di vedere la
Madonna. |
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Intanto a San Severino Lucano,
una donna di nome Rosa Maria, spinta dal suo forte sentimento religioso,
cercò
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risolutamente la compagnia di
sua cognata Vittoria, vedova convivente in casa sua, per andare al monte.
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Una mattina, infatti, presero
entrambe a percorrere l’aspra e faticosa via che conduce al Pollino, col
cuore
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trepidante, recitando
preghiere, e preparandosi con lo spirito a pregustare le dolcezze di una
visione sovrana:
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quella della SS. Vergine!
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Narra la tradizione che la
Rosa Maria aveva lasciato in casa il marito Antonio Perrone, affetto da
lunga e
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inguaribile malattia, e il
figliuolo immerso ancora nel sonno, di nome Michelangelo, che poi fu prete.
Giunte sulla
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montagna, le due donne si
aggirarono per lungo tempo sul luogo dove, dalle indicazioni ricevute,
presumibilmente
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la SS. Vergine era stata vista
dal fortunato pastore. Dopo aver tanto camminato, esse sentivano gran sete
e non
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potevano in nessun modo
dissetarsi per mancanza d’acqua. Dopo fervide preghiere, a breve distanza
da loro,
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improvvisamente videro
sgorgare uno zampillo d’acqua da una grossa pietra conformata a conca.
Accanto a
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questa pietra videro
l’apertura di una grotta, nella quale si sentirono misteriosamente
attirate e vi entrarono. La
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grotta, piccola, formata da
grossi blocchi di roccia, é accessibile e visitata in occasione della
festa, da migliaia
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di fedeli. |
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Le due donne, allora, appena
penetrate nell’interno della grotta, si accorsero che in un canto di essa
era
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arnmucchiato del pietrame
minuto commisto a terriccio in modo da far sospettare che sotto dovesse
essere stata
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nascosta qualche cosa. Infatti
in un grosso panno di lana era avvolta una piccola Statua della SS.
Vergine col
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Bambino, quasi intatta, ma
alquanto scolorita e sciupata nei lineamenti. |
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La signora Rosa Maria, di
ritorno a San Severino, trovò il marito completamente guarito. Al racconto
della moglie
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si inginocchiò in mezzo alla
casa e fece voto di costruire sul Monte Pollino una cappella in onore
della Vergine
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Maria. Così sorse, in piccola
costruzione, il nostro rinomato Santuario, al quale ogni anno, nei primo
venerdì e
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sabato di luglio accorrono da
ogni parte migliaia di fedeli, a gruppi a gruppi, sfidando i disagi della
montagna. |
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Il Santuario sorge sulle
pendici settentrionali del massiccio del Pollino, a 1537 m. slm, E’
semplice e accogliente,
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locali annessi d’estate
offrono riposo ai pellegrini. |
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Il venerato simulacro della
Vergine col Bambino permane sul Monte dalla prima domenica di giugno fino
alla
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seconda domenica di settembre,
quando, a spalle, viene portata in processione nella Chiesa Madre di
S.Severino. |
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E’ una grande festa popolare
in cui confluiscono le tradizioni religiose calabre e lucane. |
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Canti, suoni, balli, pianti di
gioia, accorate implorazioni e profonda vita sacramentale si fondono per
esprimere
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con semplicità e verità la
fede in Gesù Cristo Signore. |
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