SAN SEVERINO LUCANO [.com]

Preti sottotiro e benemerenze a iosa

Di Sac Camillo Perrone (del 06/10/2010 @ 19:20:38, in news, linkato 363 volte)

I preti fanno notizia e questo avviene, purtroppo, soltanto quando qualcosa di “strano” li riguarda. La stampa, poi, gongola, allorchè qualche scandalo si affaccia all’orizzonte, minacciando pioggia di particolari, confessioni, precisazioni, rivelazioni e provvedimenti. Ma, noi preti vorremmo far notizia – e la facciamo, ma nessuno la coglie – per un fatto molto più semplice: la fedeltà continua, giorno dopo giorno – direi ora dopo ora, – per tutta la vita, ad una missione talmente “strana”, da riempire totalmente la mente e il cuore di ciascuno: rendere presente Cristo Gesù. E’ questa, la nostra vera ambizione. E’ soltanto questo il nostro programma, che non può essere messo in discussione da nulla e da nessuno. Ai laici domandiamo di attendersi anzitutto questo da noi: il resto, in ogni caso, deve avere un aggancio con tale prioritario nostro dovere. Dire quanto si richieda al giorno d’oggi ad un Pastore di anime è né semplice né facile e quali doti, quali prerogative, quale preparazione questo compito necessiti è altrettanto difficile, se non impossibile. Il Parroco, adoperando un termine militaresco, è perennemente in trincea, o in prima linea, ovunque egli operi, dalle metropoli al terzo mondo. Nonostante il periodo difficilissimo per l’immagine dei sacerdoti, a motivo delle note vicende venute alla ribalta negli ultimi mesi, non viene meno la fiducia dei fedeli nei confronti di uomini che hanno lasciato tutto per servire Dio e i fratelli. Chi crede e sa distinguere non si lascia fuorviare certo dalle amplificazioni (spesso non del tutto disinteressate) della stampa e sa invece guardare alla sostanza delle cose. Ci sono stati, è vero, dei casi in cui alcuni sacerdoti hanno tradito la loro vocazione e il sacramento, facendo un profondo male alle vittime e alla Chiesa. I casi di indegnità non possono oscurare il luminoso impegno che il clero italiano nel suo complesso, da tempo immemore, svolge in ogni angolo del Paese. La stragrande maggioranza dei preti, in Italia e nel mondo, continua ad annunciare il Vangelo, a spezzare il Pane di vita, ad assistere i fratelli in difficoltà (sia economiche, sia spirituali e psicologiche). Continua insomma tutti i giorni e in silenzio a seguire le orme del Maestro e a creare le condizioni per l’avvento di quella che Giovanni Paolo II chiamava la civiltà dell’amore. Abbondano preti che non si chiudono in un ascetismo solitario, ma che vivono in mezzo al mondo e lo redimono e migliorano con la loro inesauribile carità. Afferma Papa Benedetto XVI : “Penso a tutti quei presbiteri che offrono ai fedeli cristiani e al mondo intero l’umile e quotidiana proposta delle parole e dei gesti di Cristo, cercando di aderire a Lui con i pensieri, la volontà, i sentimenti e lo stile di tutta la propria esistenza. Come non sottolineare le loro fatiche apostoliche, il loro servizio infaticabile e nascosto, la loro carità tendenzialmente universale? E che dire della fedeltà coraggiosa di tanti sacerdoti che, pur tra difficoltà e incomprensioni, restano fedeli alla loro vocazione: quella di <>, da Lui particolarmente chiamati, prescelti e inviati?”. Quanti ministri di Dio vivono la loro vocazione in modo esemplare ed eroico, preti che col sangue hanno suggellato il loro amore per la Chiesa in periodi tragici di dittature sanguinarie: con la loro invitta costanza ed eroica fortezza hanno testimoniato i valori autentici. Si pensi al massacro – purtroppo dimenticato – dei 130 preti uccisi dai partigiani in Italia tra il 1944 e il 1951; ben 148 poi furono i cappellani militari morti nella guerra (1940-1945), i parroci italiani furono ben 238 e 41 viceparroci. E’ una pagina della storia italiana che ancora gronda sangue. La bimillenaria storia della Chiesa – possiamo dire – è costellata di fulgidi esempi di santità sacerdotale; è imporporata dal sangue di milioni di martiri, assertori e seguaci della verità evangelica. Purtroppo con acredine biliare e avidità canina si cerca oggi di captare tutto ciò che può denigrare gli ecclesiastici eppure pionieri, veri luminari in campo culturale, insigni benefattori dell’umanità, segni di amore, aperti ai lontani, presenti nelle famiglie, vicini ai giovani, disponibili a dare le risposte e le risorse della fede ai numerosi problemi.

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