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Caso Pantani: dove eravamo rimasti?

Il 15 febbraio 2004 il Milan giocava con il lutto al braccio la gara di campionato a Lecce. Il giorno prima ,in circostanze non del tutto chiarite,la squadra aveva perso un suo grande tifoso : Marco Pantani.

Ciclista su strada ,con caratteristiche di scalatore puro, professionista dal 1992 al 2003, ottenne in tutto 46 vittorie in carriera con i migliori risultati nelle corse a tappe vincendo un Giro d’Italia, un Tour de France e la medaglia di bronzo ai mondiali in linea del 1995.
Soprannominato “il Pirata”, ha vinto il Tour de France (nel 1998, 33 anni dopo Felice Gimondi) ed è uno dei ciclisti (dopo Fausto Coppi, Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Bernard Hinault, Stephen Roche e Miguel Indurain) ad aver vinto Giro d’Italia e Tour de France nello stesso anno.
Escluso dal Giro del 1999 a seguito di un valore di ematocrito al di sopra del consentito, risentì del clamore mediatico suscitato dalla vicenda e, pur tornato alle gare non molto tempo dopo, raggiunse solo sporadicamente i livelli cui era abituato. Caduto in depressione, morì in un residence a Rimini ,nel giorno di san Valentino del 2004, per arresto cardiaco dovuto a presunto eccesso di sostanze stupefacenti.

Nel 2014 la procura di Rimini ha riaperto il caso, archiviato come suicidio oppure overdose accidentale per la quale vennero condannati due spacciatori per omicidio colposo, ipotizzando invece il reato di omicidio volontario, come sostenuto da sempre dalla famiglia di Pantani.
Ci sono voluti dieci anni e la testardaggine della mamma Tonina a far riaprire il caso, ma soprattutto a dimostrare che c’è un sottile filo rosso che lega la morte del Pirata alla squalifica di Madonna di Campiglio. Infatti,l’inchiesta condotta dal procuratore capo di Forlì Sergio Sottani sembra aver compiuto il salto di qualità: la svolta coinciderebbe con l’interrogatorio di “Mister X”, ovvero l’uomo che 15 anni fa contattò Renato Vallanzasca per dirgli di scommettere contro il Pirata.

“Mister X” avrebbe confermato agli inquirenti che le analisi del sangue di Pantani effettuate a Campiglio durante il Giro d’Italia del 1999 furono alterate, al fine di far salire l’ematocrito oltre la soglia consentiva (il valore riscontrato fu di 51,9 contro il limite di 50). Un’ipotesi che dal punto di vista medico si appoggia sul metodo della deplasmazione , che provoca la crescita dell’ematocrito e il contemporaneo calo delle piastrine, dati che trovano riscontro nelle analisi del Pirata.

Resta da capire come sia stato possibile alterare le provette e chi l’abbia fatto, motivo per cui il prossimo passo della Procura sarà la convocazione dei medici e dell’ispettore UCI che effettuarono il prelievo in quell’occasione.

Ma un colpevole della morte prematura di Pantani esiste già , è l’invidia che anima i mediocri , è l’ipocrisia del mondo che non ti perdona il successo, che ti volta le spalle per una sola debolezza e ti cuce addosso un processo mediatico che ti trascina nella vergogna  e ti getta nel tunnel della depressione.

Beatrice Ciminelli

 

 

 

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