SAN SEVERINO LUCANO [.com]

A SAN SEVERINO LUCANO connubio perfetto fra le iniziative DEL FESTIVAL GREGORIO STROZZI e quelle del POLLINO SKY FESTIVAL

Musica e osservazioni, note e telescopi, musicisti e astrofili a San Severino Lucano per ricordare il musicista a cui la cittadina ha dato i natali e per celebrare l’anno mondiale dell’astronomia. Momenti di incontro e di scambio domani, sabato (22 agosto) tra i partecipanti al Festival Gregorio Strozzi e al Festival Pollino Sky. La giornata è ricca di appuntamenti, durante la mattinata gli studenti del primo festival parteciperanno alle lezioni dei corsi di canto barocco con Cristina Miatello, flauto diritto con Sergio Balestracci, violino barocco con Alessandro Piccolini, violoncello barocco con Alberto Guerriero, Tiorba, Liuto e Chitarra con Ugo Di Giovanni, clavicembalo e basso continuo con Stefano De Micheli, tutti gli insegnanti poi impartiscono lezioni di musica d’insieme. Alle ore 15,00 in località cresta Madonna del Pollino, gli appassionati di astronomia potranno effettuare attività di radioascolto del Sole, grazie all’utilizzo di apposita strumentazione (antenna HORN a 42GHz collegata ad un ricevitore e ad un modulatore di tono) gestita da Michele Mallardi. I radioascolti saranno alternati da brani musicali eseguiti da un quintetto d’archi tratti dal repertorio classico, per onorare la figura del musicista Gregorio Strozzi. Alle 21,30 nella chiesa di San Vincenzo i docenti del Festival Strozzi allieteranno la serata con brani di musica antica, mentre dalle ore 22,00 per gli astrofili, sulla cresta della Madonna del Pollino e/o campo sportivo, inizieranno le osservazioni del firmamento. Domenica alle 10,00 si concluderà il Pollino Sky Festival, alle 12,30 nella chiesa di San Vincenzo si esibiranno gli studenti dei corsi del Festival Strozzi, mentre i docenti saluteranno la cittadina alle ore 21,30 con l’ultimo concerto del 2009.

 

Gregorio Strozzi lo ricordiamo era organista e compositore italiano, nacque a San Severino Lucano intorno al 1615. A Napoli, dove si era trasferito, perfezionò gli studi musicali con G.M. Sabino e prese gli ordini sacri. Nel 1634 ottenne nella chiesa dell’Annunziata il posto di organista lasciato vacante dal Sabino per la nuova nomina a maestro di cappella, in tale posizione era ancora nel 1643, nonostante una promessa di promozione da organista ordinario a maestro di cappella o a I° organista. Noto pure come didatta di canto, appare designato coi titoli di abate, doctor in utroque jure e protonotario apostolico. L’opera di maggiore interesse nell’ambito della produzione di Strozzi è “Capricci da sonare cembali et organi”, concepita nella tradizione della cosiddetta scuola “cembalo-organistica” napoletana. Stampata in partitura comprende 3 capricci veri e propri, 3 ricercate, 3 sonate, 4 toccate, 3 gagliardi, 1 madrigale diminuito, 8 correnti, 2 balletti, 1 ballo e 3 serie di var., vale a dire quasi tutti i generi di musica per tastiera del tempo. Accanto alla sua appartenenza alla scuola napoletana, sono presenti in Strozzi altri aspetti diversi: un gusto spiccato per cromatismi, arditezze armoniche e dissonanze che convive con un senso della scrittura dotta e severa; una certa inclinazione per l’originalità che si denota nell’impiego di figurazioni e abbellimenti insoliti ed estrose relazioni armoniche. Si può cogliere un nesso fra quest’opera e quella dei suoi predecessori quali Frescobaldi e Trabaci, individuabile , ad es. nei capricci (concepiti come susseguirsi di var. contrappuntistiche, secondo la forma Frescobaldiana), nelle ricerche che, con più temi trattati contemporaneamente, riportano a Trabaci. All’es. unito di entrambi si possono ricondurre le toccate, mentre le 3 sonate rivelano più spiccatamente l’influenza di Frescobaldi, appartenendo al genere della canzona – variazione con passaggi da una sezione all’altra in stile recitativo e toccatistico. Queste affinità con opere antecedenti giustificano molte perplessità che nascono dalla considerazione della tardiva data di pubblicazione (1687) e rendono inclini a considerare questi lavori composti nella prima metà del secolo e pubblicati con sensibile ritardo. Interessante è, infine, la dicitura “ Passa Y calla” (in spagnolo, “passa e taci”) posta all’inizio della Toccata de Passacagli che conduce l’opera e che può essere presa in considerazione per la dibattuta spiegazione del significato della parola “passacaglia.”

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