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FOLKLORE E TRADIZIONI

folklore

ll folklore sanseverinese è legato alla civiltà contadina, fondamenta della società lucana. In tutto il territorio si riescono a mantenere vive molte manifestazioni caratteristiche e significative; dalle più frequenti di tutti i giorni in famiglia a quelle di pubblico interesse che coinvolgono l’intera comunità.

Tra le ricorrenze popolari più importanti citiamo:
-il carnevale con le maschere locali e il suono tipico del “cupi-cupi”, oltre a canti e balli emblema della festa;
-la festa di “pirtusavutt” (spillatura delle botti di vino) l’8 dicembre, è una gradita occasione per incontrarsi nelle cantine ad assaporare il vino novello;
-la domenica dopo Pasqua è dedicata ai festeggiamenti in onore di San Francesco, a Cropani; festa che unisce riti cristiani a riti pagani; si celebra il rito antichissimo del “matrimonio tra alberi”, un evento che nasce dal contatto con la natura e affonda le proprie radici in una storia fatta in gran parte di simboli e di riti propiziatori.

-Senza ombra di dubbio, l’apice del folklore sanseverinese, è la festa della Madonna del Pollino.
E’ una celebrazione che, in tre momenti diversi dell’anno, coinvolge, non solo gli abitanti del posto e dei paesi vicini, ma anche migliaia di fedeli, devoti alla Madonna, provenienti dalla Calabria.
Sia nell’ascesa al monte (a quota 1537 mt) nella prima domenica di giugno che nella discesa a San Severino Lucano nella seconda domenica di Settembre, la processione che si snoda lungo le tortuose e ripide vie del Pollino, è accompagnata da costumi tradizionali, concerti spontanei (pastorali con zampogne), cornamuse, organetti; un vero e proprio ritorno alle origini che si ripete puntualmente ogni anno. La festa vera e propria si tiene il primo venerdì e sabato di luglio. Nella notte tra il venerdì e il sabato ci si sistema alla meglio in baracche o in tenda, al sabato, dopo la messa, davanti il sagrato si tiene il rito (pagano) più bello: l’incanto; la statua della Madonna viene messa “all’asta” e il paese aggiudicatario avrà l’onore, non solo di portare in processione la Madonna, ma per un periodo dell’anno ospiterà in una propria chiesa la statua stessa.